Un borgo imperdibile in provincia di Reggio Emilia: Gualtieri

Un borgo imperdibile in provincia di Reggio Emilia: Gualtieri

È con immenso piacere che io e le mie colleghe del progetto Viaggi.Cibo.Emilia vi invitiamo ad assistere all’evento Viaggio a Gualtieri, che quest’anno si terrà da venerdì 16 a domenica 18 settembre. Per il programma completo, visitate la pagina www.viaggioagualtieri.it

Ma lasciate che vi racconti qualcosa di Gualtieri, per stuzzicare la vostra curiosità e per darvi un’anticipazione di ciò che potrete ammirare durante la manifestazione dal 16 al 18 settembre. Innanzitutto sono doverosi i ringraziamenti al Comune di Gualtieri, all’assessore alla Cultura Mattea Gialdini e all’assessore al Turismo Marcello Stecco che, insieme alla preziosa guida di Gian Luca Torelli, grande esperto del territorio di Gualtieri a livello storico ed artistico, ci hanno permesso di conoscere questo che è uno dei borghi più belli d’Italia, facendoci scoprire anche luoghi normalmente non accessibili al pubblico.

Gualtieri: un po’ di storia 

Gualtieri è un borgo ricco di storia e cultura che si trova nella bassa reggiana appoggiata all’argine maestro del Po. La zona è stata abitata fin dall’antichità dalle società delle Terramare, poi dagli Etruschi e dai Romani, che hanno cercato di bonificare la palude, con pochi successi duraturi. Il nome Gualtieri deriva dalla dominazione longobarda: Castrum Walterii, cioè residenza fortificata del longobardo Gualtiero vissuto nel VII secolo. Dopo essere stato proprietà del Vescovo di Parma, Gualtieri divenne libero Comune a partire dal 1116. Durante i secoli successivi, passò dal dominio degli Sforza a quello degli Este, ma visse il periodo di massimo splendore tra il Cinquecento e il Seicento, grazie a Cornelio Bentivoglio e ai suoi figli Ippolito ed Enzo, che realizzarono la “città nuova” di Gualtieri, creando una gigantesca scena teatrale al fine di magnificare il potere del marchese in forma spettacolare. Piazza Bentivoglio è il cuore della nuova Gualtieri, su cui si affacciano il Palazzo Marchionale, la Torre Civica, la Casa della Comunità e la Collegiata di Santa Maria della Neve.

Palazzo Bentivoglio viene considerato come una “fortezza nella palude”, in quanto, prima della cinquecentesca bonifica opera di Cornelio Bentivoglio, il territorio era ricoperto di acque stagnanti che molti cercarono quasi invano di gestire, dagli Etruschi ai Romani ai Benedettini.

Il Palazzo fu eretto per volere di Ippolito su progetto di Gian Battista Aleotti detto l’Argenta tra il 1594 e il 1608. In origine l’edificio era costituito da 4 facciate in cotto lunghe circa 90 metri, ma il Comune di Gualtieri ne demolì 3 lati per ricavarne materiale per rinforzare le difese nell’alveo del Po.

A partire dal 1751 gli ambienti del Palazzo furono adibiti a vari usi: magazzino per il grano, scuole elementari, abitazioni per i poveri e il teatro civico.

Il Teatro 

Il Teatro di Gualtieri sorge all’interno del monumentale complesso di Palazzo Bentivoglio dall’iniziativa dell’ingegner-architetto Giovan Battista Fattori nel 1775 ed inizialmente si chiamava Teatro Principe.

Nel 1905 l’Amministrazione comunale socialista decide di procedere alla ristrutturazione e all’ampliamento del Teatro Principe irrimediabilmente rovinato dalle fiamme di un incendio alcuni anni prima. Dopo un primo preventivo però ci si rende conto che i soldi non sono sufficienti: il Comune da solo non è in grado di affrontare l’oneroso intervento. Così il 29 giugno 1905 viene fondata la Società Teatrale, costituita dai palchettisti, e si assume la gestione del Teatro Sociale per 99 anni, che scadono nel 2004. E poi?

E poi succede che, dopo alcuni decenni di oblio, il teatro finalmente riapre i battenti il 6 giugno del 2009 grazie alla forza di volontà di un gruppo di cittadini gualtieresi che non si è arreso davanti alle numerose difficoltà di dover ristrutturare e rendere agibile un luogo purtroppo molto danneggiato dall’incuria e dal tempo, un “cantiere malmesso”.

I volontari, soprannominati mur-attori, lavoravano alla ristrutturazione nei ritagli di tempo, nei fine settimana, fino a tarda sera, magari mangiando qualcosa insieme in teatro. Ecco, per questo il Teatro Sociale di Gualtieri è molto amato dalla popolazione ed anche simbolo di socialità nel senso più ampio del termine, si lavora insieme per il recupero collettivo di un bene comune. Finalmente il 1° maggio 2013 si festeggia la riapertura del primo teatro ristrutturato da quello stesso pubblico che si reca abitualmente a vedere gli spettacoli!

La particolarità che si nota subito entrando è che il teatro è rovesciato: la platea convenzionalmente adibita al pubblico è diventata palcoscenico per attori e musicisti; nel luogo dove un tempo c’era il palcoscenico vengono catapultati gli spettatori; la struttura a palchetti è stata trasformata in una sorta di scena fissa come era nei primi teatri del Cinquecento.

C’è poi un altro particolare che cattura la mia attenzione. Nel 1951 il Po rompe gli argini e Gualtieri è allagata. In Teatro l’acqua raggiunge il livello della balconata di prim’ordine dove ancora oggi rimane il segno lasciato dalle acque. Il Teatro è stato ristrutturato, ma è stato lasciato il segno dell’inondazione, volutamente, per ricordare ciò che è accaduto.

Museo Antonio Ligabue

Palazzo Bentivoglio è anche sede del Museo dedicato all’artista Antonio Ligabue, che a Gualtieri visse gli ultimi anni della sua travagliata esistenza. Le sue opere, alcune di proprietà della Fondazione, molte in prestito, si trovano nella Sala di Giove.

L’ambiente più spettacolare è sicuramente la Sala dei Giganti, completamente affrescata, che si sviluppa per 34 metri di lunghezza, 16 metri di larghezza e 17 di altezza. Il ciclo di affreschi è stato realizzato tra il 1619 e il 1623 con 28 scene tratte dalla “Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso.

Oggi la sala ospita una mostra speciale dedicata al costumista teatrale e cinematografico Umberto Tirelli, nativo di Gualtieri.

Nella Sala di Icaro è custodito un meraviglioso abito viola realizzato da Tirelli completamente in seta indossato dall’attrice che interpretava la principessa Sissi, Romy Schneider, nel film “Ludwig” di Luchino Visconti.

La Torre Civica 

Situata nel lato ovest dell’attuale piazza Bentivoglio, la Torre Civica, alta 44 metri, fu completata nei primissimi anni del Seicento e risulta molto elegante con la sua forma a cannocchiale. In ambito scenografico, la Torre Civica assume il ruolo di marcare l’asse di simmetria tra piazza, palazzo e abitato.

Grazie alle summenzionate personalità del Comune di Gualtieri, io e le mie colleghe del progetto Viaggi.Cibo.Emilia abbiamo avuto il privilegio di entrare nelle Torre Civica e salire fino al terrazzino che si trova sotto all’orologio, da cui si gode di una vista imperdibile sulla Piazza.

Dal terrazzino abbiamo potuto osservare anche l’antica pavimentazione della piazza, più bassa di circa 90 centimetri rispetto a quella attuale, composta da mattoni a spina di pesce posati a coltello.

La golena e gli uomini del Po

Con il termine di golena si fa riferimento a quella zona di terreno pianeggiante compresa fra il letto di magra di un corso d’acqua e il suo argine naturale o artificiale, che viene sommersa nei periodi di piena. Gualtieri gode di una zona racchiusa tra l’argine maestro e l’alveo del Po, un territorio molto complesso e diversificato che comprende sia aspetti naturalistici che antropologici. Fino a non molto tempo fa il Po e la sua golena erano molto frequentati. In questi boschi lavoravano e vivevano diverse persone: pescatori, molinari, sabbiaroli, agricoltori, traghettatori, lavandaie, braccianti nelle cave… Tra questi boschi visse anche il famoso pittore Antonio Ligabue in alcuni dei momenti più drammatici della sua vita.

Oggi in golena si possono ammirare diversi capanni utilizzati dagli ultimi uomini del Po, tra cui l’architetto Stefano Pavan che ci ha mostrato il suo “Barcone” e ci ha accompagnate alla scoperta di questo affascinante quanto insolito ambiente.

Capanni aperti Sabato 17 e domenica 18 settembre, all’interno dell’evento “Viaggio a Gualtieri”, sarà possibile visitare questi caratteristici capanni e conoscerne i proprietari per poter fare, perché no, una merenda insieme!

Percorrendo la pista ciclabile che collega Gualtieri alle vicine cittadine di Boretto e Guastalla si possono costeggiare i boschi di pioppi e ammirare diversi e suggestivi luoghi naturali, come l’Isola degli Internati, la zona di golena che era stata affidata agli ex prigionieri della Seconda Guerra Mondiale, che potevano in questo modo vivere sfruttando le risorse naturali di quest’area.

Sapete che la golena del Po, di cui fa parte anche il territorio di Gualtieri, è stata proclamata Riserva Biosfera dal MAB UNESCO nel 2019?

Il Caldaren

Dirce, una Guardia Ecologica Volontaria, ci ha accompagnate alla scoperta di un’altra zona della golena: il Caldaren, un’area naturalistica protetta. Il nome deriva dall’attività che veniva svolta in passato in questo territorio, ovvero una vecchia cava d’argilla. Infatti “caldaren” in dialetto gualtierese vuol dire “secchio”, quindi lo strumento utilizzato dagli operai che lavoravano in questo luogo.

Santa Vittoria 

Il nome di questa frazione di Gualtieri si deve alla chiesa inaugurata nel 1576 per festeggiare la bonifica del territorio, che finalmente diede risultati, per esempio facendo aumentare la produzione di cereali.

Di fronte alla Chiesa dedicata a Santa Vittoria si trova il settecentesco Palazzo Greppi, voluto dall’imprenditore milanese Antonio Greppi che decise di investire nella zona. Nella nuova Azienda Agricola Greppi venne introdotta la coltivazione del riso su vasta scala e sperimentate nuove colture come il tabacco e l’allevamento del baco da seta. A lavorare in queste terre giunsero braccianti e tecnici specializzati dal mantovano e dal vercellese.

All’interno del palazzo si trova il salone centrale caratterizzato da pianta quadrata ai cui lati, sulle pareti, si trova il ballatoio cinto da un’elegante ringhiera, il tutto sorretto da mensolati decorati. Il soffitto è decisamente particolare, ha una forma leggermente ricurva e su di esso è affrescata una finta cupola, con una prospettiva a dir poco suggestiva e con il punto focale decentrato per privilegiare la vista a coloro che entravano da quello che era l’ingresso originario.

Nel 1890 si costituì la Società Cooperativa Anonima fra Braccianti del Comune di Gualtieri, di ispirazione socialista, che gestiva il collocamento e la tutela dei lavoratori. Nel 1974 il Palazzo Greppi, divenuto una spesa onerosa per la Cooperativa, fu venduto al Comune di Gualtieri che lo trasformò in un centro polifunzionale contenente farmacia, sala civica, alcune abitazioni popolari e sedi per associazioni.

Viaggio a Gualtieri 

Questo ed altro potrete conoscere da vicino visitando Gualtieri. E quale occasione migliore se non per l’iniziativa “Viaggio a Gualtieri”? Vi ricordo che si terrà da venerdì 16 a domenica 18 settembre e sarà gratuito. Potete consultare il programma completo sul sito www.viaggioagualtieri.it e sui profili social Instagram e Facebook Viaggioagualtieri

E, mi raccomando, se visiterete Gualtieri non mancate di farcelo sapere! Taggateci nelle vostre foto e usate #viaggiciboemilia

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