Street art tra le vie di Modena

Street art tra le vie di Modena

Questo mese il tema comune degli articoli del progetto Viaggi.Cibo.Emilia è la Street Art: ti viene in mente un murale in particolare che ti ricorda Modena? In questo articolo ti parlo dei murales più iconici della città e ti svelo il mio preferito.

Spostandoci di città in città, ti consiglio di leggere gli articoli delle mie colleghe emiliane:

Aura ci parla dell’arte urbana nella sua elegante Parma;

Paola ci porta alla scoperta di bellissimi murales nella sua città, Reggio Emilia.

Mi raccomando, non dimenticare di commentare con la tua opera urbana preferita e aggiungine altre che non abbiamo menzionato negli articoli, in modo da arricchire la nostra community di altre chicche interessanti! Seguici su Instagram e tagga #viaggiciboemilia se visiterai un posto che ti abbiamo consigliato noi del team Viaggi.Cibo.Emilia

Ed ora partiamo con la Street Art nel centro di Modena! Se sei un appassionato di arte urbana, Modena è una meta perfetta da visitare.

Tutto il territorio modenese è ricco di opere d’arte murali realizzate nel corso degli anni grazie all’organizzazione di numerosi eventi come il Festival Icone, Totart, il FestivalFilosofia e altre iniziative di associazioni culturali, gallerie d’arte, aziende e istituzioni del territorio.

Via del Taglio

Da Modena e provincia sono passati i migliori artisti della scena internazionale.

Disseminate un po’ ovunque potrai trovare, infatti, meravigliose opere di Ericailcane e Bastardilla, Eron, Blu, Stak, Honet, Paper Resistance, Dem, El Euro, MrFijodor, Etnik, BizzarDee, Escif, Finsta, Francesco Barbieri, Corn79, 059, Herbert Baglione, Reqvia e moltissimi altri!

Dal 2002 al 2013 il Festival Icone di Modena ha richiamato in città artisti di fama nazionale e internazionale che furono coinvolti nel progetto. Artisti della street art del calibro di Bastardilla, Ericailcane, Blu, Ozmo, etc. hanno trasformato in una galleria a cielo aperto i muri di Modena nei sottopassaggi, sui cavalcavia, nelle zone periferiche e nella fascia ferroviaria.

Secondo il mio modesto parere, Modena è ben rappresentata dall’opera di Eron “Ad perpetuam rei memoriam”:

È uno straordinario ed imponente murales realizzato da Eron, pioniere del writing in Italia, sulla parete del cortile interno del Palazzo Santa Chiara in via Rua Muro in occasione del FestivalFilosofia dedicato alle “Arti” nel 2017, per i 2200 anni dalla fondazione di Mutina (183 a.C.). L’opera, ispirata sia ai ritrovamenti di origine romana sia alla particolare storia dell’edificio, andato in parte distrutto dai bombardamenti del 18 aprile 1945, si sviluppa sulla parete dimezzata del palazzo e ritrae appunto un mezzo tempio della pace e una mezza colomba, entrambi simboli di una pace non ancora raggiunta.

Le pareti esterne del Palamolza, il palazzetto dello sport tra Parco Novi Sad e la stazione degli autobus, sono letteralmente ricoperte di graffiti. Sempre presenti Ericailcane e Bastardilla, ma non solo, perché compaiono anche opere di Escif Kalinda e Blue.

Un’opera molto toccante è quella di Luca Zamoc dedicata alle vittime dell’attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, in occasione del 40° anniversario dalla strage. Si trova in viale Monte Kosica, prima della svolta per la stazione dei treni di Modena, di fronte al Mata.

Sì, chi mi conosce forse ha indovinato che questo è il mio preferito.

Sempre nella zona della stazione ci sono angolino vividamente dipinti. Dal cavalcavia che congiunge la zona Tempio, appena fuori dalla stazione ferroviaria, a via Attiraglio si può ammirare il murales dedicato al grande Luciano Pavarotti, modenese doc:

L’occhio è attirato da altri vivaci colori dalla parte opposta del cavalcavia, quella che congiunge via Attiraglio alla via Nonantolana.

Prima del sopralluogo per la stesura di questo articolo non avevo mai visto questo angolo, quindi mi avvicino per ammirare meglio l’esplosione di colori:

E poco più a sinistra, davanti all’entrata della polisportiva Villa d’oro in via dei Lancillotto, ecco un bellissimo murales (che potrebbe diventare il mio secondo preferito!):

Ja vavar strona (L’altro lato)

Si tratta di un’opera murale realizzata dai partecipanti al progetto Tracer-Trasformative Rome Art and Culture for European Remembrance al fine di trasmettere alla cittadinanza la memoria del genocidio della popolazione Rom e Sinti durante la Seconda Guerra Mondiale, con il coinvolgimento dei ragazzi della Comunità Sinti di Modena e la supervisione dell’artista Raffaele Posulu.

E tu lo conoscevi?

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