Lo so, il tema dei cimiteri genera tristezza in tante persone, me per prima! Ma se ci pensate, ciò che conosciamo riguardo alle antiche civiltà del passato lo dobbiamo in gran parte ai luoghi di sepoltura, dalle necropoli alle piramidi con i sarcofagi.
A Modena esiste un cimitero monumentale nella zona di San Cataldo realizzato da Cesare Costa tra il 1858 e il 1876. All’esterno del cimitero si trova il santuario della Madonna del Murazzo, ricostruito alla fine del XIX secolo in forme gotiche-lombarde, con campanile ed ex-convento francescano di San Cataldo (da qui la denominazione dell’intera zona).

Il cimitero storico è formato da un grande quadriportico a base rettangolare, di 272 metri per 180 metri, con lunghi corridoi e colonne doriche. Le facciate sono interrotte da architetture che richiamano i templi greci e grandi tombe di famiglia negli angoli. Il grande complesso trasmette una sensazione di solenne ordine.

Nell’ingresso principale è situato il mausoleo-sacrario dei caduti nella lotta di liberazione nella seconda guerra mondiale, al centro del quale è installata la scultura Una battaglia: per i partigiani realizzata nel 1971 da Arnaldo Pomodoro.
Nel cimitero storico di San Cataldo riposano tanti modenesi illustri, da Enzo Ferrari a Telesforo Fini, da Mirella Freni a Virginia Reiter, da Alberto Braglia a Giuseppe Panini.
- Enzo Ferrari (1898-1988)

Si tratta di una cappella privata, quindi non è possibile accedervi. Qui riposa tutta la famiglia di Enzo Ferrari: i genitori, il fratello, la moglie e il figlio Dino, scomparso a soli 24 anni a causa della distrofia muscolare.

Enzo Ferrari non ha bisogno di tante presentazioni: è l’imprenditore automobilistico che ha reso celebre Modena nel mondo intero! Fondò la fabbrica con il suo cognome nel 1947 e a novembre dello stesso anno presentò la primissima Ferrari S125. E da lì è stato un successo dietro l’altro.
- Telesforo Fini (1888-1971)

Anche Telesforo Fini è molto famoso: è stato il fondatore dell’omonima azienda alimentare. Nel 1912 aprì un negozio nel centro di Modena, in corso Canalchiaro, con un retrobottega che fungeva anche da trattoria. Alla fine degli anni venti il ristorante divenne una struttura ormai consolidata e Fini allargò la propria attività oltre la salumeria, rilevando un punto vendita all’ingrosso ed al minuto di alimentari dall’altra parte della città, in prossimità della Chiesa di San Biagio. Negli anni Cinquanta i prodotti Fini iniziarono ad essere venduti in vari paesi europei, in piccole quantità, ma solamente nei negozi più ricercati, contribuendo a legare il marchio ad un’idea di grande qualità.

- Pio Donati (1881-1927)
La famiglia Donati faceva parte della Comunità Ebraica di Modena dal 1606. Fu avvocato e politico iscritto al Partito Socialista Italiano. Morì a Bruxelles di leucemia fulminante. Il 19 dicembre 1963, nel ventesimo anniversario della liberazione, il Comune di Modena decise di traslare le sue spoglie nel Cimitero di San Cataldo a Modena insieme a quelle di Francesco Luigi Ferrari, popolare antifascista morto a Parigi il 2 marzo 1933, seppellendoli uno accanto all’altro nel settore cattolico ed ebraico e separandoli con un vetro simbolico.
- Paolo Ferrari (1822-1889)

Non va confuso con Enzo Ferrari: non c’è nessun legame di parentela tra i due. Semplicemente Ferrari è un cognome molto comune nella zona. Paolo è stato un commediografo, autore di teatro, in cui ottenne notevole successo con commedie brillanti di stile goldoniano, fra cui Goldoni e le sue sedici commedie nuove (1851).
- Virginia Reiter (1862-1937)
Attrice da sempre dotata di una voce melodiosa e di grande espressività, capace di entrare in comunicazione con il pubblico anche grazie alla sua affascinante femminilità, Virginia Reiter è una figura di primo piano nel teatro italiano tra Ottocento e Novecento.

- Alejandro De Tomaso (1928-2003)
È stato un pilota automobilistico e imprenditore argentino, fondatore dell’omonima casa automobilistica.
- Alfeo Corassori (1903-1965)
È stato sindaco di Modena nel secondo dopoguerra per ben 4 legislature, dal 1945 al 1962, e deputato dell’Assemblea Costituente.

- Alberto Braglia ( 1883-1954)
È stato un talentuoso ginnasta, conquistando 3 medaglie d’oro olimpiche. A lui è dedicato lo Stadio Comunale di Modena.

- Giuseppe Panini (1925-1996)
È stato un imprenditore italiano, fondatore delle Edizioni Panini di Modena. Nel 1961 insieme suo fratello Benito, decidono di stampare le figurine in un piccolo laboratorio in via Castelmaraldo e creano anche il primo album per la loro raccolta. Le vendite sono inaspettatamente alte: ben 15 milioni di bustine vendute! Nasce così la collezione Calciatori. Nel 1964 la tipografia si sposta in via Emilio Po dove si trova tuttora e dal 1969 i fratelli iniziano ad esportare le figurine in tutto il mondo.
- Angelo Fortunato Formiggini (1878-1938)
È stato un editore e scrittore italiano, fondatore dell’omonima casa editrice. Quinto e ultimo figlio di una famiglia ebraica, di antica origine, gli antenati erano originari di Formigine, da cui avevano preso il cognome, un tempo gioiellieri degli Estensi e poi finanzieri. La mattina del 29 novembre 1938 si gettò dalla Ghirlandina, la torre del Duomo, precipitando su un breve spazio di selciato che lui stesso, in una delle ultime lettere, aveva ironicamente chiesto di chiamare, in suo ricordo, al tvajol ed Furmajin («il tovagliolo di Formiggini», in dialetto modenese): una lapide così intitolata oggi lo ricorda. In una lettera all’editore Giulio Calabi, ricevuta solo a decesso avvenuto, Formiggini precisava che si sarebbe gettato con in tasca una missiva per il Re ed una per Mussolini, e con le tasche piene di soldi perché i fascisti non potessero dire che si fosse ucciso per motivi economici. Ma ai giornali fu imposto il silenzio, per cui non uscì una riga sull’episodio. Accogliendo le sue intenzioni, il corpo fu cremato.
- Mirella Freni (1935-2020)
È stata una celebre soprano. Tra le interpretazioni più acclamate spicca quella della Bohème pucciniana, tanto da essere considerata fra le Mimì per antonomasia del XX secolo. Il 2 ottobre 2021 è stato intitolato anche a lei, come già a Luciano Pavarotti, il teatro comunale di Modena.
A proposito di cantanti lirici, manca all’appello un modenese illustre: il grande tenore Luciano Pavarotti. Il motivo è che la famiglia ha deciso di far riposare la sua salma nel cimitero di Montale, nella campagna modenese, nel Comune di Castelnuovo Rangone.
La parte moderna del cimitero venne progettata nel 1971, in stile razionalista-metafisico con linee essenziali e pulite, dall’architetto Aldo Rossi e Gianni Braghieri, con uno studio denominato L’azzurro del cielo, in seguito parzialmente modificato nel 1976.

Il complesso, inaugurato nel 1987 e non ancora completato dopo oltre 45 anni, è caratterizzato al centro del cortile da un alto edificio di forma cubica (molto simile al Palazzo della Civiltà Italiana del quartiere EUR di Roma) in calcestruzzo colorato in rosso, che rappresenta la “casa dei morti” in contrapposizione alla “casa dei vivi”.

L’architettura rettangolare e completamente cava all’interno è contraddistinta da sette linee orizzontali di finestre quadrate di due metri per lato disposte in nove colonne verticali (totale 63 finestre per ogni facciata) destinato ad ossario quadrate (totale e un’alta copertura con falde spioventi). Le tombe della parte nuova sono disposte intorno al cortile in una lunga struttura a due piani con tetti azzurri che richiama il cimitero vecchio, ma con linee moderne.

Tra le due sezioni storica e nuova del cimitero, è posto un edificio del 1903 che ospita il cimitero della comunità ebraica di Modena.

Da un punto di vista architettonico, l’edificio ebraico funge da giunzione e contemporaneamente da separazione tra l’antico e il moderno.

Questo articolo dedicato al Cimitero monumentale San Cataldo di Modena è realizzato per il progetto Viaggi Cibo Emilia, quindi anche le mie colleghe hanno parlato di cimiteri illustri nelle proprie province di appartenenza. In particolare vi rimando all’articolo di Chiara del blog smallbutgold.com che tratta della Certosa di Ferrara, un museo a cielo aperto. E come sempre vi invito a seguire Viaggi Cibo Emilia su Instagram e Facebook per restare sempre aggiornati e anche per condividere i vostri commenti con la community riguardo ai cimiteri emiliani: c’è n’è uno a cui siete particolarmente legati? Avete consigli da condividere? Vi aspettiamo!